Il cibo è energia

I cibi devono fornire all’organismo le sostane energetiche e gli elementi che lo costituiscono,  necessari per lo sviluppo,il rinnovamento e il funzionamento dell’organismo stesso. Nell’individuo in via di sviluppo si formano, in gran numero, nuove cellule e il fabbisogno di sostanze nutritive è particolarmente elevato. ip information Anche nell’adulto il rinnovamento cellulare è continuo e richiede un apporto di sostanze che serve alla ricostruzione cellulare.

Normalmente l’organismo ha bisogno di una determinata quantità di sostanze energetiche per il mantenimento del calore corporeo e delle sue funzioni normali, la quantità varia nel momento in cui si verificano delle situazioni particolari come ad esempio accade durante un’attività sportiva, durante uno sforzo, in gravidanza o in caso di malattia.

Una parte delle sostanze alimentari viene consumata per produrre energia, mentre il superfluo viene immagazzinato nei tessuti come sostanza di riserva utilizzabile in caso di necessità. L’insieme delle sostanze nutritive può essere classificato in sostanze alimentari organiche (proteine, grassi, idrati di carbonio); sostanze minerali; vitamine; fermenti e altre sostanze complementari; acqua. (altro…)

L’igiene e la cura del corpo

Nell’unione tantrica il corpo fisico è vissuto come un tempio, un santuario che va rispettato, protetto, curato nei minimi particolari.

L’utilizzo di oli essenziali profumati, di unguenti, di creme naturali per rendere la propria pelle profumata, morbida e vellutata rappresenta un atto d’amore verso se stessi e verso il partner che, nel momento della fusione amorosa più che in ogni altro momento, incarna il Divino Amante Cosmico.

L’igiene è uno degli aspetti fondamentali della cura di sé e rappresenta una delle forme più alte di espressione del rispetto verso l’altro, al quale va data la concreta opportunità di trasfigurare ed adorare l’essere che ha di fronte, come incarnazione dell’archetipo femminile della Dea…Divina e Sublime che conduce alla soglia della dimensione in cui avviene la fusione fra la Terra e il Cielo, fra il materiale e l’immateriale, fino alla Fusione Suprema fra la sfera umana e quella divina. (altro…)

La dieta Ohsawa

Il regime Ohsawa n. 7

George Ohsawa (talvolta scritto Oshawa) è lo pseudonimo usato dal giapponese Nyoichi Sakurazawa per pubblicare i libri che hanno portato nel mondo occidentale la nozione di alimentazione zen macrobiotica, un’alimentazione attenta all’armonia e all’equilibrio tra alimenti yin e

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yang.
Ohsawa ha imparato queste nozioni in un monastero zen nel quale, grazie all’alimentazione rigorosamente studiata e calibrata, guarì dalla tubercolosi.
Ohsawa presenta sette tipi di regimi alimentari: a seconda che ci si debba curare oppure semplicemente mantenersi in salute.

Il regime numero sette è il più restrittivo: . Esso prevede che per la durata di dieci giorni si consumino esclusivamente cereali yang: grano, riso, grano saraceno e miglio in qualsiasi combinazione o proporzione si desideri, crudi o cotti, niente altro essendo ammesso, all’infuori di acqua e sale. Questo regime può essere ripetuto più volte (ogni volta per dieci Salva giorni), con una pausa da tre a cinque giorni tra l’uno e l’altro, pausa durante la quale si consumeranno alimenti preferibilmente yang, fino al raggiungimento del risultato voluto, ossia l’eliminazione definitiva della malattia, o disequilibrio energetico, con cui ci si confrontava. (altro…)

Il digiuno

Il digiuno può essere considerato una scienza, un’arte ma soprattutto il modo più semplice per prevenire e curare ogni genere di malattia.

La condizione sine qua non per addentrarsi nell’affascinante esperienza del digiuno è essere informati sulla modalità, la durata ma soprattutto sul post-digiuno.

La pratica del digiuno affonda le sue radici nella più remota storia dell’uomo infatti la storia ebraica e cristiana è segnata da momenti cruciali contraddistinti dall’astensione dal cibo: così Mosé digiunò quaranta giorni prima di ricevere la Legge di Dio sul Sinai, lo stesso fece Gesù nel deserto dopo aver ricevuto il Battesimo. Anche nell’antico Egitto era consuetudine digiunare almeno tre giorni al mese, Pitagora asseriva che il digiuno risvegliava i processi mentali ed era solito digiunare per quaranta giorni, di Socrate e Platone si conoscono i digiuni di almeno dieci giorni, Plutarco sosteneva che era meglio di qualsiasi medicina e Ippocrate sconsigliava di mangiare durante i periodi di malattia, asserendo che così facendo “si nutriva il male”. Vista la pratica del digiuno nei tempi antichi si direbbe che l’astensione dal cibo sembra quasi essere un requisito fondamentale per raggiungere la purezza mentale, fisica e soprattutto quella dello spirito, peraltro necessaria per avvicinarsi ad uno stato di purezza interiore che permette di entrare in risonanza con gli aspetti più elevati della manifestazione. (altro…)