L’Arcangelo Uriel

L’Arcangelo Uriel diffonde la luce della conoscenza di Dio. Egli ci aiuta a scoprire la luce in ognuno di noi, a ottenere la conoscenza che sostiene e guarisce, a decifrare e interpretare i messaggi della nostra voce interiore.

L’Arcangelo Uriel, il cui nome in ebraico significa “la luce di Dio”, porta all’umanità la conoscenza e la comprensione del Divino. È il più radioso e luminoso tra gli angeli, spesso rappresentato scendendo dal cielo in un meraviglioso carro trainato da cavalli bianchi. Viene anche chiamato la Fiamma di Dio, l’Angelo della Presenza o della Salvezza. È conosciuto anche come il Principe della Luce e l’interprete delle profezie.

Uriel è l’angelo che Dio mandò da Noè per avvertirlo del diluvio. La Bibbia racconta che Uriel scese da un raggio del Sole fino al giardino dell’Eden per vegliarne l’entrata, con in mano una spada infuocata.

È l’Angelo del Pentimento, che aiuta a capire le leggi del karma, poiché si presuppone che noi raccogliamo sempre quel che abbiamo seminato. Uriel ci aiuta a capire la compassione divina e ci fa diventare coscienti del fatto che Dio ama tantissimo ognuno di noi.

È l’Angelo che ci aiuta ad amplificare l’intelligenza. Viene spesso rappresentato con la Fiamma della Conoscenza nel palmo aperto, fiamma alla quale le persone possono avere accesso per ottenere salute  e benessere. Ma quando la conoscenza offerta non viene utilizzata a scopi benefici, Uriel è incaricato di farci pagare il prezzo divino. È lui che ci rivela il senso delle cose, aiutandoci ad avere fiducia nel piano divino di Dio, in modo che anche quando ci sembra che le cose non vadano per il verso giusto, noi possiamo scoprire che in realtà tutto è per il nostro bene e la nostra felicità.

Uriel ci mostra come interpretare i messaggi della nostra voce interiore e dei nostri sogni. Grazie a lui riusciamo a comprendere meglio la nostra natura profonda e possiamo così osare di assumerci molte più responsabilità in questa vita, sfruttando al meglio le nostre potenzialità latenti. Uriel ci fa scoprire la nostra luce interiore diventando brillanti come il sole, esprimendo l’amore e la bellezza che animano le profondità del nostro essere.

Idea Forza: La Luce Divina si riversa da dentro. Sono eternamente Luce, Amore e Saggezza

 

 

  1. ferdibotita@gmail.com

    Sui siti della Bibbia non vi è alcuna traccia di un arcangelo di nome Uriel!
    Viene invece riferito al nome di un levita in 1 Cr .

    • Roberto Angelo Stefano

      Uriele o Uriel o (אוּרִיאֵל, “Luce di Dio” nella lingua ebraica) è uno degli arcangeli della tradizione ebraica e di alcune chiese cristiane. Il suo nome è analogo al nome Uria, da cui differisce per l’uso di un diverso nome ebraico per Dio:”Ya al posto di “El.

      El in ebraico è uno dei nomi dell’unico Dio, o la radice di nomi di persona collegati a Lui, come Elia profeta o Emmanuele (nome di Gesù Cristo, inteso come Dio).
      Affresco di Dionisij raffigurante l’Arcangelo Uriele. (Chiesa della Natività della Vergine, Monastero di Ferapontov, Russia).

      Gli angeli menzionati nei libri più antichi della Bibbia Ebraica sono senza nomi. Effettivamente, il rabbino Simeon ben Lakish di Tiberiade (230-270), asserisce che tutti i nomi specifici degli angeli e demoni vengono riportati dagli Ebrei di Babilonia, e alcuni critici moderni tendono ad acconsentire. Dei sette arcangeli del giudaismo post-esilio, solo tre, Gabriele, Michele e Raffaele, vengono menzionati per nome nelle scritture che gradualmente diventano accettate come la Bibbia canonica (solo il secondo è però definito come arcangelo, mentre gli altri come semplici angeli). Gli altri quattro, tuttavia, vengono nominati nel capitolo XX del Libro di Enoch (II secolo a.C.): oltre Uriele questi sono Raguel, Sariel e Remiel.

      Il Libro di Enoch è da secoli considerato apocrifo dalla Chiesa Cattolica, Chiesa Ortodossa e Chiesa Protestante: nessuno di questi angeli è menzionato nella Bibbia canonica per nome. Per la Chiesa Cattolica non sono mai stati proclamati santi, a loro non sono quindi consacrati luoghi di culto, né oggetto di venerazione, o presenti nel calendario liturgico.
      I quattro angeli non sono presenti col loro nome nemmeno nel calendario della Chiesa Ortodossa, dove non risultano essere santi; la loro festività è aggiunta da alcune Chiese all’equivalente cattolico della Solennità di tutti i Santi. La festività del 29 settembre e 8 novembre è dedicata a due Archistrateghi, titolo greco equivalente di arcangelo, mentre tutti gli altri non presenti per nomi sono angeli della sesta classe, secondo la comune angelologia medioevale.

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