Bhakti Yoga (IV)

cristo-642x335-642x335Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo, poi, è simile: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”.

“Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti” (Mt 22, 37-40)

Il motivo per cui ho scelto questo passo del vangelo per introdurre il tema della devozione, Bhakti Yoga, riguarda una mia interpretazione personale sull’argomento che potrebbe discordarsi da quella più comune. Nonostante ciò, io penso che con questa frase si chiarisca perfettamente un nodo principale quando si parla di devozione divina.

L’integrazione tra la nostra aspirazione divina e gli altri, quindi con il nostro vivere quotidiano.

Perché Gesù con questa frase essenzialmente ci dice che è possibile rimanere fedeli alla nostra aspirazione devozionale verso Dio senza astenerci dai rapporti quotidiani con gli altri.

Perciò questo messaggio parla di integrazione, di armonie e di equilibrio, non solo di amore.. e molto probabilmente si tratta di qualcosa non sempre facile da fare. Basti pensare ai rapporti che abbiamo con le persone normalmente e ci rendiamo conto che anche se la nostra aspirazione è profondamente voluta, le nostre esperienze con gli altri non sempre conciliano. Amare Dio, amare te stesso e amare il prossimo: non c’è via di devozione autentica e sincera secondo me che possa prescindere da questo legame. Sono tutte e tre in intima relazione tra di loro, infatti queste frasi ci fanno comprendere che dobbiamo coniugare questa nostra aspirazione divina al bene disinteressato per gli altri. A discapito del nostro egoismo quindi, grande nemico dell’amore, in cui si rischia di cadere proprio per avidità spirituale a volte.

Tutto ciò si colloca al centro del tema del Bhakti Yoga, o meglio ne chiarisce i fondamenti essenziali per poter veramente coltivare l’aspirazione divina attraverso l’amore incondizionato e arrivare a Dio. Una volta presa coscienza del senso profondo di questo significativo esempio, il resto segue in maniera naturale, come conseguenza alla nostra scelta, divenendo una cosa sola con quella del bene collettivo.

Vedere un nostro fratello felice e gioire per questo, anziché provare invidia o gelosia. Esserci per lui, contrastando il nostro senso di individualismo, anche se è finalizzato alla spiritualità. Non ci può essere amore vero se queste due realtà non si incontrano e vana sarebbe la nostra pratica spirituale.

Ed il Bhakti Yoga si fonda proprio sull’amore. Quell’amore che è integrazione, accoglienza, reciprocità tra di noi e che si manifesta nel rapporto spirituale e terreno con il Maestro.

Normalmente siamo abituati a vivere le esperienze della vita rapportandole a noi stessi, ma così facendo le vediamo solo attraverso il riflesso delle nostre emozioni.

Mentre colui che si dedica a te in maniera disinteressata sa andare in profondità e sa aiutarti a crescere attraversando ogni fase del tuo percorso evolutivo.

D’altra parte il compito dell’allievo è di abbandonarsi con fede alla propria guida spirituale. Questo è l’unico modo per colmare la distanza spirituale e di coscienza che limitando la nostra comprensione ci può allontanare dal Divino

Questa è un attitudine personale che avvicina a Dio e che è oltre il Maestro stesso, l’attitudine dell’umiltà e del servizio.

A volte provoca molta sofferenza, dover andare oltre se stessi, oltre quello che a noi sembra così fortemente essere la verità. Ma non siamo mai soli a compiere queste prove.. il Maestro è lì che ti tende la mano mentre il tuo ego crea il vuoto tra te e lui, è a quel punto che si arriva.. poco prima di lasciarsi andare e solo così si può superare quella distanza.

L’importante è ricordarsi che non si viene giudicati in queste azioni e che non c’è nulla di cui vergognarsi se siamo stati deboli. Bisogna mostrasi per ciò che siamo, senza apparire di più o di meno. 

Ho imparato così a percepire come la mia vita in un certo senso sia sostenuta e guidata dall’alto, attraverso questa speciale relazione con gli altri e in particolare con il mio Maestro.

Tutto ciò è un esempio di quanto sia importante affidare la propria vita a Dio, affidandoci alla guida del Maestro, se si vuole attuare la via della devozione, del Bhakti Yoga e annullare l’ego. Per metterci poi al servizio degli altri, grazie ai nostri progressi spirituali che abbiamo gradualmente e umilmente realizzato.

Insegnante Yoga -  Paolo Stefàno

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