Bhakti Yoga (VIII)

Il Bhakti Yoga, Yoga della devozione al Maestro, è un modo davvero potente per poter ritrovare la giusta postura del nostro cuore. Avere la fortuna di incontrare un Maestro autentico, ovvero un essere umano che è riuscito a raggiungere alti livelli spirituali, può essere un’occasione enorme per evolvere spiritualmente. Purtroppo ci troviamo in una società completamente squilibrata, che ha sostituito la fratellanza, l’amore, la compassione e la cura con il successo, la competenza sterile, il potere e la finzione.

Siamo indottrinati a questo modello fin dalla prima infanzia e riuscire a liberarci di questi schemi e convinzioni è davvero un cammino difficile. Trasmutare un cuore abituato alla chiusura, alla diffidenza, alla colpa e alla castrazione, in un cuore che nella fiducia riesce a vibrare in risonanza con la speranza, la gioia, l’amore e la compassione è veramente un’opera che richiede tutto il nostro impegno.

Praticare lo Yoga della Bhakti significa scegliere di portare il timone della nostra coscienza sul cuore, imparando a vivere immersi nella logica cardiaca, mettendo la mente al suo servizio, e non viceversa… La devozione verso il Maestro è un vero e proprio atto di amore, di gratitudine, nei confronti di quella figura che, soltanto per il fatto che esista, ci sta già aiutando a crescere nella nostra evoluzione. Il Maestro è un modello vivente, carne viva e vibrante di quella possibilità di vivere ad un livello di coscienza superiore. Accordarci a lui, lasciando andare le resistenze, lasciando che l nostri corpi sottili si armonizzino a certe vibrazioni, può permetterci di sperimentare e di vedere con gli occhi dell’anima quanto siano fasulle le voci del “male” che ci ingombrano, e conseguentemente godere di un grande sollievo. Così, attraverso un atto di amore, di devozione, quindi di apertura e fiducia nei confronti del Maestro, possiamo veramente riuscire a rinunciare ai nostri inganni più profondi.

Lasciarsi andare in questa relazione, come alcuni possono pensare, non significa eliminare la nostra personalità, significa invece rinunciare alla sua supremazia egoica, al suo primato assoluto sul resto… così essa gradualmente potrà smettere di desiderare di brillare come unica stella, imparando a donarsi in un atto di servizio. Chi ha la fortuna di conoscere dei praticanti avanzati in questo senso, può notare come ciascuno di questi abbia una evidente particolarissima personalità, e che questa si esprima con armonia e naturalezza.

Dunque, se abbiamo la fortuna di essere in contatto con un Maestro spirituale autentico, dovremmo cercare di vivere ogni gesto della nostra vita quotidiana con lo spirito della Bhakti, per esempio spazzando il pavimento come gesto di amore verso il Maestro, o cucinando e apparecchiando come gesto di amore verso il Maestro, prendendoci cura delle persone che ci stanno attorno anche come gesto di amore per il Maestro… Così, mantenendo viva questa attitudine, nella perseveranza, il nostro cuore e la nostra anima non potranno che subire un immenso cambiamento di forma, e potremo vivere, al centro di noi stessi in uno stato di profonda gioia e gratitudine.

Lo Yoga della devozione al Maestro è anche lo Yoga dell’umiltà, del fare un passo indietro, permettersi di lasciarsi curare senza opporre resistenza, è lo Yoga dell’accettare la forza d’amore che arriva e bussa alla tua porta, senza invece gridarle addosso e voltarle le spalle, è lo Yoga della pazienza. Imparare a servire con devozione il Maestro significa tutte queste cose, lasciare andare se stessi e connettersi ad un’altra volontà, mettendosi al servizio di questa. Siamo tutti bambini, molto chiusi e feriti, c’è qualcosa dentro ognuno che brucia talmente tanto che piuttosto che farci toccare in quel punto o metterlo in discussione a volte preferiremmo radere tutto al suolo, oppure sparire. Per questo il Bhakty Yoga è lo Yoga della resilienza, perché a volte le forze contrastanti sono davvero forti. È come un lento imparare ad amare senza condizioni, dare tutto, lasciare andare le proprie resistenze e i propri desideri.

Il Bhakti Yoga è una pagina bianca, è un mistero, una possibilità che sa di infinito, in cui una parte così radicata e irrazionale di noi avrebbe voglia di scarabocchiare tutto e di buttare via il foglio. Invece essere devoti al Maestro significa rinunciare a quella parte irrazionale e soltanto così possiamo scoprire qualcosa di nuovo. Essendo il Maestro canale della luce e della volontà divina gli effetti di questi processi sono immensi. Questo Yoga significa pulire costantemente il canale di relazione tra se stessi e il Maestro, continuamente inquinato e deturpato dall’ego, affinché possiamo entrare a fare parte di un circolo sempre più elevato di luce in cui si respira il senso autentico della vita, perché pieno di amore. È molto semplice, ma richiede dei gesti molto impegnativi di umiltà e di abbandono, che se fatti ogni volta ci aiutano a lasciare andare quella parte di noi che ci vorrebbe separati.

Adriana Barbieri

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