Introduzione allo YOGA

Lo Yoga non è un antico mito sepolto nell’oblio. È l’eredità più preziosa del presente. È il bisogno essenziale dell’oggi e la cultura del domani.”

Lo yoga è la scienza del giusto vivere e, come tale, è inteso per essere incorporato nella vita quotidiana. Esso agisce su tutti gli aspetti della persona: fisico, vitale, mentale, emozionale, psichico e spirituale.

La parola yoga significa ‘unità’ o ‘unicità’ e deriva dalla parola sanscrita yuj che significa ‘unire’. Questa unità o unione viene descritta in termini spirituali come l’unione della coscienza individuale con la coscienza universale. A un livello più pratico, lo yoga è un mezzo per equilibrare ed armonizzare il corpo, la mente e le emozioni. Questo avviene attraverso la pratica di asana, pranayama, mudra, bandha, shatkarma e meditazione, e deve essere ottenuto prima che possa avvenire l’unione con la realtà suprema.

La scienza dello yoga inizia ad agire sull’aspetto fisico che, per la maggior parte delle persone, è un punto di partenza pratico e familiare. Quando si sperimenta uno squilibrio a questo livello, gli organi, i muscoli e i nervi non funzionano più in armonia, piuttosto agiscono contrastandosi uno con l’altro. Per esempio, il sistema endocrino potrebbe funzionare in maniera irregolare e l’efficienza del sistema nervoso diminuire a tal punto che si manifesterà una malattia. Lo yoga punta a portare le diverse funzioni organiche ad una perfetta coordinazione affinché possano lavorare per il benessere di tutto il corpo.

Dal corpo fisico lo yoga si rivolge al livello mentale ed emozionale. Molte persone soffrono di fobie e nevrosi come conseguenza dello stress e delle nevrosi della vita quotidiana. Lo yoga non può fornire una cura per la vita ma presenta un modo efficace per affrontarla.

Swami Shivananda di Rishikesh spiegava lo yoga come: “integrazione ed armonia tra pensiero, parola ed azione, o integrazione tra testa, cuore e mani”. Attraverso le pratiche di yoga si sviluppa la consapevolezza dell’interrelazione tra la dimensione emozionale,mentale e fisica, e di come un disturbo qualsiasi in uno di questi livelli influenzi gli altri. Gradualmente questa consapevolezza porta a una comprensione di aree più sottili dell’esistenza.

Ci sono molti sistemi dello yoga: raja, hata, jana, karma, bhakti, mantra, kundalini e laya, per citarne solo alcuni, e molti testi li espongono nei dettagli. Ciascun individuo ha bisogno di trovare degli yoga che si adattano meglio alla propria personalità e ai propri bisogni. Nell’ultima metà di questo secolo, tra questi sistemi l’hata yoga è diventato quello più conosciuto e ampiamente praticato. Tuttavia, a mano a mano che le persone se ne interessano, il concetto di ciò che costituisce lo yoga si sta ampliando e questa conoscenza si sta diffondendo. Nei testi antichi, l’hata yoga consiste solo nelle pratiche di purificazione, gli shatkarma. Oggi, tuttavia, l’hata yoga comprende comunemente anche le pratiche di asana, pranayama, mudra e bandha.

Storia dello yoga

Lo yoga che conosciamo al giorno d’oggi si è sviluppato come parte della civiltà tantrica che esisteva in India e in tutto il mondo più di diecimila anni fa. In diversi scavi archeologici effettuati nella valle dell’Indo ad Harappa e Mohenjodaro, nell’attuale Pakistan, sono state rinvenute molte statue che ritraevano divinità somiglianti al dio Shiva e a Parvati mentre eseguono varie asana e praticano la meditazione. Queste rovine erano una volta dimora di popolazioni che vissero nell’età pre-vedica, prima che la civiltà Ariana iniziasse a fiorire nel subcontinente Indiano. Secondo la mitologia, si ritiene che Shiva sia il fondatore dello yoga e Parvati la sua prima discepola.

Shiva è generalmente considerato il simbolo o incarnazione della coscienza suprema. Parvati rappresenta la conoscenza suprema, la volontà e l’azione ed è responsabile di tutta la creazione. Questa forza o energia è conosciuta anche come kundalini shakti, la forza cosmica che giace dormiente in ogni essere. Parvati è considerata la madre dell’intero universo. Attraverso la sua grazia, l’anima individuale incarnata, soggetta al mondo di nome e forma, è liberata dai legami del mondo ed unita alla coscienza suprema. Per amore e compassione dei suoi figli, insegnò la conoscenza segreta della liberazione nella forma del tantra. Le tecniche dello yoga hanno la loro origine nella forma del tantra; tantra e yoga non possono essere separati, proprio come la coscienza, Shiva, non può essere separata dall’energia, Shakti.

Tantra è la combinazione di due parole, tanoti e trayati, che significano rispettivamente ‘espansione’ e ‘liberazione’. Perciò la scienza dell’espansione della coscienza e della liberazione dell’energia. Il tantra è la via per ottenere la libertà dai vincoli del mondo mentre ancora viviamo in esso. Il primo passo del tantra è conoscere le limitazioni e le capacità del corpo e della mente. Quindi indica le tecniche per l’espansione della coscienza e la liberazione dell’energia, per mezzo delle quali sono trascese le limitazioni individuali e si fa esperienza di una realtà superiore.

Lo yoga nacque all’inizio della civiltà umana quando l’uomo, per la prima volta, realizzò il suo potenziale spirituale ed iniziò a sviluppare delle tecniche per ampliarlo. La scienza yogica fu sviluppata e ampliata lentamente da antichi saggi in tutto il mondo. L’essenza dello yoga è stata spesso celata o spiegata da simboli, analogie e linguaggi differenti. Alcune tradizioni ritengono che lo yoga sia un dono divino rivelato agli antichi saggi, così da offrire all’umanità la sua natura divina.

Anticamente, le tecniche dello yoga erano mantenute segrete e non erano mai scritte né mostrate pubblicamente. Venivano trasmesse oralmente dal maestro, o guru, al discepolo. In questo modo vi era una comprensione chiara del loro significato e del loro scopo. Attraverso l’esperienza personale, i saggi e gli yogi realizzati erano capaci di guidare gli aspiranti sinceri lungo il giusto sentiero, allontanando ogni confusione, incomprensione ed eccessive riflessioni intellettuali.

I primi libri a far riferimento allo yoga sono stati gli antichi Tantra e successivamente i Veda che furono scritti all’incirca nel periodo in cui stava fiorendo la cultura della Valle dell’Indo. Sebbene essi non indichino pratiche specifiche, alludono simbolicamente allo yoga. Infatti i versi dei Veda furono uditi dai rishi, i veggenti, in stati di meditazione yogica profonda o samadhi, e sono considerati come scritture rivelate. È, tuttavia, nelle Upanishad che lo yoga inizia ad assumere una forma più definita. Queste scritture formano nel loro insieme il Vedanta, il culmine dei Veda, e si ritiene contengano l’essenza dei Veda.

Con il trattato del saggio Patanjali sul raja yoga, gli Yoga Sutra, è stato codificato il primo sistema definitivo, unificato ed esauriente sullo yoga. Spesso chiamato l’ottuplice sentiero, esso comprende yama (le estinzioni), niyama (le osservanze), asana, pranayama, pratyahara (la dissociazione della coscienza dall’ambiente esterno), dharana (la concentrazione), dhyana (la meditazione), e samadhi (l’identificazione con la pura coscienza).

Nel sesto secolo a.C., l’influenza del Buddha diede risalto agli ideali della meditazione, dell’etica e della moralità e le pratiche preparatorie dello yoga vennero ignorate. Tuttavia i pensatori indiani compresero ben presto i limiti di questa visione. Lo yogi Matsyendranath insegnava che prima di intraprendere le pratiche meditative è necessario purificare il corpo e i suoi elementi. Egli fondò il culto Nath e da lui prese il nome la posizione matsyendrasana. Il suo discepolo Gorakhnath scrisse diversi libri sull’hata yoga nel dialetto locale e in indi.

La tradizione indiana precedente richiedeva che i testi originali fossero redatti in sanscrito. In alcuni casi essi esprimevano i loro scritti in modo simbolico così chi solo chi era preparato e pronto per l’insegnamento fosse in grado di comprenderli. Una delle più eminenti autorità sull’hata yoga, Swami Swatmarama, scrisse il testo Hata Yoga Pradipika, o ‘Luce sullo Yoga’, in sanscrito, raccogliendo tutto il materiale esistente sull’argomento. Nel farlo, egli ridusse l’enfasi dell’hata yoga su yama e niyama, eliminando in tal modo un grande ostacolo per molti principianti. Nel testo Hata Yoga Pradipika, Swatmarama inizia con il corpo e solo successivamente, quando la mente è divenuta più stabile ed equilibrata, vengono introdotti yama e niyama (autocontrollo e disciplina).

Swami Satyananda Saraswati

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