Stati di coscienza (I)

Il sogno è un esperienza interiore che avviene quando dormiamo, nello stato di sonno. Potremmo definire tre stati fondamentali della coscienza che sono lo stato di veglia, lo stato di sonno senza sogni, e lo stato di sonno con sogni. In realtà questi tre stati sono molto più interconnessi di quanto pensiamo. Per esempio la nostra attività nello stato di veglia influenza notevolmente gli altri due stati.

Una persona che vuole evolvere spiritualmente deve fare il possibile per mantenere uno stato di coscienza unificato in tutti e tre gli stati, ricucendo l’illusoria separazione tra la realtà fisica dello stato di veglia e quella psichica dello stato di sonno. Il problema di non ricordare i sogni è scaturito proprio dalla separazione di queste due realtà, e della preponderanza della nostra attività razionale che inizia il suo lavoro immediatamente appena svegli con la costruzione dei pensieri. È possibile raffinare la nostra mente e raggiungere uno stato simile a quello di sogno lucido e cosciente, anche quando siamo svegli. Ma per farlo dobbiamo gradualmente togliere il controllo della nostra mente e sviluppare le nostre capacità percettive, ottenendo tra l’altro innumerevoli benefici psico-fisici. Uno degli obiettivi dello yoga è rappresentato proprio dal raggiungimento di tale scopo.

La meditazione infatti, è l’attività più elevata che si può realizzare mentre siamo nel mondo fisico per avvicinarci al mondo spirituale. È riscontrato scientificamente che nello stato meditativo, il nostro cervello produce le stesse onde alfa che produciamo mentre dormiamo. La differenza però sta nel fatto che durante il sonno, la maggior parte dei nostri vissuti vengono dimenticati quando ci risvegliamo. Questo succede, come abbiamo già visto, perché subentra la nostra attività razionale che è ancora troppo preponderante rispetto alla realtà spirituale del sonno. La mente filtrando la nostra percezione come un velo, copre completamente la coscienza che durante il sonno si era espansa in sua assenza. Durante la meditazione profonda avviene lo stesso processo del sonno in cui la mente scompare sollevando il velo dell’illusione, che lascia posto alla nostra coscienza elevata, rimanendo vigili da poter affrontare i nostri pensieri con lucidità.

Nella nostra scuola di Yoga, usiamo un metodo che consiste nel realizzare Shavasana (il rilassamento yogico) pensando ad un particolare del sogno che vogliamo approfondire, per indurre la nostra mente a fornirci ulteriori informazioni in uno stato di libertà e rilassamento profondo. Proprio il rilassamento è la porta principale da utilizzare per raggiungere la quiete meditativa prima di addormentarci, e così poter comunicare con il nostro inconscio. Gli effetti si risentiranno in maniera pregnante anche nello stato di veglia. Usiamo quindi il rilassamento prima di andare a letto, coadiuvati da un audio libro spirituale o da una musica particolare che coinvolga il senso dell’udito. Lo scopo finale è quello di arrivare a riconoscere la realtà come fosse un sogno consapevole in cui ognuno svolge una parte, proiettati su uno schermo invisibile, e il sogno come se fosse una realtà diversa ma non separata da tutto il resto

Insegnante Yoga Paolo Stefàno

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