Gelosia ed evoluzione spirituale (I)

04_independence_day_blurayLa parola “geloso” viene dal latino zalosus che corrisponde al greco zelotos il cui significato è rintracciabile in emulo o rivale. La radice proviene dal greco zelos: zelo, emulazione, invidia o gelosia.1

Per i latini e i greci, tra invidia e gelosia non c’era alcuna differenza. Esse infatti sono due facce di una stessa identica medaglia o, meglio, due espressioni diverse di una stessa dinamica interiore.

Il termine invidia è un composto di in negativo più videre quindi non vedere, ovvero non riuscire a vedere. Essendo un moto interiore che spinge dall’esterno all’interno, potremmo definire l’invidia come una sottile forma di affermazione e negazione: obbliga a vedersi e ci pone davanti ciò che neghiamo (qualsiasi cosa che, sul piano materiale – perchè l’invidia agisce esclusivamente sul piano essenzialmente materiale e di possesso – ci ricorda il nostro desiderio e il nostro debito).

Non vediamo chi ce lo ricorda, in quanto su di esso proiettiamo la nostra “rabbia”, non vediamo noi stessi perchè è in corso una proiezione e, infine, sussistendo essa come processo di negazione insito in noi, possiamo dire che non ci vediamo fino al momento in cui proviamo invidia.

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LO SPIRITO DEL NATALE

Il f9ac4c136fbf059e000321b9d444375bNatale è alle porte e, come ogni anno, si respira nell’aria un’atmosfera magica, calda e avvolgente.

Le strade si illuminano di luci, fili d’argento, vischio, presepi e stelle cadenti. Si vedono abeti o pini (finti o veri) davanti le vetrine, addobati con campanellini, palline colorate e luci a intermittenza. L’aria è densa delle essenze speziate dei venditori di strada e del profumo deciso e amarognolo delle bollenti caldarroste.

Camminando si incontrano pupazzi e immagini di diverse tipologie come renne, elfi o alberi, che di anno in anno sono sempre più particolari e affascinanti. Ovunque, infine, c’è lui, immancabile e adorato dai bambini: Babbo Natale, sempre indaffarato ad elargire doni a tutti.

Dapperttutto risuonano le canzoncine natalizie che, anche se si è indaffarati e su di giri, è impossibile non canticchiarle. Pervasi da tutto ciò, è facile ripensare ai Natali dell’infanzia. (altro…)

BHAKTI YOGA (I)

exploring-inner-peace-an-exercise-from-the-bhagavad-gitaBHAKTI YOGA (I° articolo)

Quale potrebbe essere una definizione di Bhakti Yoga? Eccola.. la più semplice.. il Bhakti Yoga è una delle vie che conduce all’unione assoluta con il divino. Ciò che sento però è che non è esattamente così. Esso non è una via che conduce a.. Il Bhakti Yoga è la via.

Quello che intendo è che esso include in se tutti gli altri tipi di yoga.. Il karma-yoga, l’hatha-yoga, lo jnana-yoga, il kundalini yoga.. Ognuno di essi è un aspetto di un percorso spirituale che può arrivare al suo pieno compimento solo se di fondo avviene in noi il completo abbandono. L’abbandono in cui, finalmente, si è liberi di amare. L’abbandono in cui il corpo è diventato solo un involucro, la mente si è svuotata e resta solo il cuore a riempire con i suoi battiti ed il suo immenso calore il nostro intero essere. In questo stato è lui che comincia a guidarci in ogni nostra azione ed è lui che ci consente di vedere e comprendere in profondità le situazioni che viviamo, in cui la realtà di ogni cosa viene a galla.. Senza l’amore incondizionato, tutte le vie che si perseguono rimarranno incomplete, mancherà sempre quel tassello che è la chiave di tutto.

Questo è Bhakti Yoga…. smettere di resistere a Dio…. (altro…)