La forza di volontà…. racconto bello….

forza di volontàA Lavoro ho incontrato una signora anziana, non saprei dire l’età, ma di certo non mostrava gli anni che poi mi disse di avere.

Abbiamo scambiato con piacere due parole, che sono rimaste impresse nella mia mente a tutt’oggi.

Appariva come un anziana ben vestita, una donna che aveva cura del suo aspetto.

Di statura minuta e proporzionata.

Aveva indosso un pellicciotto nero, con particolari in pelle che le conferivano un aspetto grintoso, e una gonna lunga al polpaccio, a pieghe, di quelle che non si usano più. (altro…)

Gelosia ed evoluzione spirituale (I)

04_independence_day_blurayLa parola “geloso” viene dal latino zalosus che corrisponde al greco zelotos il cui significato è rintracciabile in emulo o rivale. La radice proviene dal greco zelos: zelo, emulazione, invidia o gelosia.1

Per i latini e i greci, tra invidia e gelosia non c’era alcuna differenza. Esse infatti sono due facce di una stessa identica medaglia o, meglio, due espressioni diverse di una stessa dinamica interiore.

Il termine invidia è un composto di in negativo più videre quindi non vedere, ovvero non riuscire a vedere. Essendo un moto interiore che spinge dall’esterno all’interno, potremmo definire l’invidia come una sottile forma di affermazione e negazione: obbliga a vedersi e ci pone davanti ciò che neghiamo (qualsiasi cosa che, sul piano materiale – perchè l’invidia agisce esclusivamente sul piano essenzialmente materiale e di possesso – ci ricorda il nostro desiderio e il nostro debito).

Non vediamo chi ce lo ricorda, in quanto su di esso proiettiamo la nostra “rabbia”, non vediamo noi stessi perchè è in corso una proiezione e, infine, sussistendo essa come processo di negazione insito in noi, possiamo dire che non ci vediamo fino al momento in cui proviamo invidia.

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LO SPIRITO DEL NATALE

Il f9ac4c136fbf059e000321b9d444375bNatale è alle porte e, come ogni anno, si respira nell’aria un’atmosfera magica, calda e avvolgente.

Le strade si illuminano di luci, fili d’argento, vischio, presepi e stelle cadenti. Si vedono abeti o pini (finti o veri) davanti le vetrine, addobati con campanellini, palline colorate e luci a intermittenza. L’aria è densa delle essenze speziate dei venditori di strada e del profumo deciso e amarognolo delle bollenti caldarroste.

Camminando si incontrano pupazzi e immagini di diverse tipologie come renne, elfi o alberi, che di anno in anno sono sempre più particolari e affascinanti. Ovunque, infine, c’è lui, immancabile e adorato dai bambini: Babbo Natale, sempre indaffarato ad elargire doni a tutti.

Dapperttutto risuonano le canzoncine natalizie che, anche se si è indaffarati e su di giri, è impossibile non canticchiarle. Pervasi da tutto ciò, è facile ripensare ai Natali dell’infanzia. (altro…)