Alessia

Ho appena iniziato il mio secondo anno nella Scuola di Yoga Satyasvara e mi sono ritrovata a guardare indietro, a chiedermi cosa sia successo in questi mesi, da quando per la prima volta ho varcato la soglia di questo mondo. È difficile raccontarlo, perché non è stato semplicemente un anno di lezioni, ritiri ed escursioni. È stato un anno in cui ho incontrato persone, esperienze e parti di me che non conoscevo ancora, o meglio, che non avevo ancora imparato ad ascoltare. Ho conosciuto la Scuola tramite Adriana. Ho incontrato Adriana online durante il primo lavoro di gruppo della triennale di psicologia e, da lì, abbiamo iniziato a parlare. Ho sentito subito che in lei c’era qualcosa di diverso. Quando abbiamo consacrato i primi pasti insieme, mi sono accorta che non la guardavo con giudizio, come spesso facciamo quando incontriamo qualcosa che non conosciamo, mi veniva invece da osservarla con curiosità. Volevo capire.

Dio nella mia vita

Scrivo questo articolo in un momento per me complesso, anche dal punto di vista della relazione con Dio. Questo termine, “Dio”, da un certo punto di vista mi fa paura per la spaventosa immensità che racchiude. Non so come sono finita qui dove sono… non so che ne sarà di me tra un istante. So che nel mio cuore c’è qualcosa che rimane sempre, e che di momento in momento, di situazione in situazione, di anno in anno scava in me sempre più in profondità.

Alessandro

Per molto tempo ho pensato che tutto si potesse e forse si dovesse risolvere con le sole proprie forze. Ho anche vissuto, per molti anni, inconsapevolmente convinto che le cose, in fondo, non potessero essere cambiate. Come fossimo degli spettatori di un film già fatto e finito.

Loredana

Sono stata sempre affascinata dalla cultura orientale, dal modo in cui insegnano a prendersi cura del corpo e della mente. Spesso leggevo di come meditassero i monaci tibetani, o altri. Mi piaceva saperne sempre di più su questa pratica così semplice e allo stesso tempo potente. Avevo grande desiderio di trovare qualcuno che potesse insegnarmi la meditazione con tutte le pratiche dello Yoga.

Maria Antonietta

Da tutta la vita mi è sempre piaciuto interpretare ruoli non scontati, percorrere strade che non fossero già tracciate, seguire il mio pensiero e il mio cuore senza troppi condizionamenti. Quando tutte le bambine della mia età imparavano a lavare i piatti io imparavo (grazie a mio padre) ad aggiustare trattori ed altri attrezzi agricoli e a guidarli, perennemente scalza e selvaggia, in totale sintonia con la natura.

Ombra, adolescenza e sessualità

Forse dovrei iniziare specificando che per comprendere meglio questo articolo è necessario mettersi nei panni di un nato sotto il segno del cancro, con ascendente cancro… forse invece parlerà un po’ a tutti, alla parte di noi più emotiva e insicura. L’intimità ci mette di fronte a noi stessi se veramente ci diamo alle persone in maniera incondizionata, o se almeno ci proviamo. È come se ci guardassimo allo specchio: vediamo riflessi nell’altro tutti i nostri pregi, i difetti, le piccole e grandi debolezze. Quella che spesso non vediamo è una parte di ombra nascosta, che appena viene stuzzicata morde… noi stessi e gli altri. Nell’intimità crollano i muri che in contesti normali innalziamo per proteggere il nostro piccolo io e ci troviamo quindi davanti un bivio: o abbandonarci e accettarci per quello che siamo espandendo l’intensità del vissuto amoroso, o scappare. Per queste ragioni l’articolo prende spunto dal tema della sessualità e della nudità nell’adolescenza affrontato dai telefilm che abbiamo visto all’ultimo ritiro sulla Psiche, entrando nel personale solo a titolo di esempio.

Margherita

Camminavo sul marciapiede verso il centro di Offida e mi son sentita chiamare «Ciao Maestra!» Ho risposto «Ciao Gina» ma a stento l’ho riconosciuta perché aveva i capelli brizzolati. Sono stata contenta di averla riconosciuta, mi ha detto che aveva 62 anni.

Racconto bello

Qualche anno fa, quando mio figlio Alessandro aveva circa 9 anni, siamo andati a visitare Roma. Eravamo già stati altre volte nella capitale, ma lui era troppo piccolo per ricordare e apprezzare i magnifici monumenti e le splendide piazze romane.

Egle

Il Maestro a Gennaio ci ha chiesto di riflettere su un tapas, un impegno per il nuovo anno. Ho subito pensato che avrei voluto lavorare sulla puntualità, perché è un aspetto che spesso mi mette a disagio nelle situazioni che vivo. Da subito ho pensato che imparare a gestire il tempo in modo corretto e essere puntuale, mi avrebbe aiutato a sentirmi meglio; avrei evitato tutto quello stato di malessere e di tensione, fisica e mentale, che mi causa l’affanno di dover andare sempre di corsa e di avere i minuti contati.

Dio nella mia vita

Dio nella mia vita, un bellissimo e difficilissimo tema di riflessione. Capita proprio in un momento in cui Dio lo sento davvero molto lontano dalla mia vita. È paradossale poiché Dio è dentro ciascuno di noi; anzi siamo noi stessi parte di Lui. Tuttavia la fretta e la routine quotidiana ci portano pian piano a distaccarsi dalla sacralità dell’esistenza. Ad ogni modo con molto sforzo voglio provare a non lasciare che questo distacco si prolunghi e riavvicinarmi anche attraverso questo articolo al mio lato divino. La sacralità è un punto fondamentale nella mia vita ho sempre avuto un approccio molto spirituale, non tanto nel senso religioso, quanto nel cercare un significato più profondo dell’esistenza.