E sì… avevo diciotto anni quando mi sono “casualmente” imbattuta in un gruppo di persone che ascoltava in un silenzio partecipe un “oratore”… era vestito in modo sobrio e con un turbante in testa, parlava con tono tranquillo ed autorevole… ma è stato soprattutto il messaggio che mi ha colpito e sono qui a raccontarlo dopo quasi sessanta anni. Parlava dell’Assoluto, di un Dio unico uguale e riconoscibile per tutti, indipendentemente dalle proprie credenze e tradizioni, dalle diverse fedi filosofiche e religiose, dalla cultura del proprio paese.
Andare in chiesa e pregare faceva parte delle consuetudini familiari, per me, avevo anche letto da poco un libro di Carretto che mi era molto piaciuto (Lettere dal deserto mi sembra), ed ero curiosa di tutto ciò che riguardava la religione cattolica e la Chiesa, ma, le parole ascoltate aggiungevano qualcosa di importante, in un certo senso nuovo… e soprattutto erano arrivate dritte al cuore! Ancora oggi è così per me: mentre guerre e poteri disumani e disumanizzanti imperversano senza sosta nel mondo, credo che l’unica speranza sia quella di riconoscersi fratelli in viaggio, simili ma diversi e con “una scintilla dentro”… da alimentare perché non si spenga!
Certo il riconoscimento dell’altro come fratello nonostante tutte le diversità oggettive e le proprie storie personali comporterebbe il capovolgimento totale degli pseudo valori proposti dalla società attuale: potere, denaro, visibilità, diffusi dai social network… il contrario di autorealizzazione, convivenza pacifica, rispetto, consapevolezza, umiltà, generosità. Filosofi come R.Stainer (la Fratellanza Spirituale è “un impulso fondamentale per l’evoluzione umana”), leader religiosi (il documento/dichiarazione su “Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” sottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar ad Abu-Dhabi) I saggi orientali sottolineano l’importanza fondamentale della Fratellanza spirituale, eppure, i social net work, i giornali, le televisioni preferiscono parlare d’altro. Un silenzio assordante che di fatto impedisce una diffusione capillare dei concetti che sono alla base della Fratellanza spirituale.
Rispetto, solidarietà, partecipazione, comunicazione, riconoscimento dei diritti, consapevolezza, comunione d’intenti : siamo tutti fratelli, figli di Dio, in cammino verso Lui che ci indica la via ogni volta che ci fermiamo ad ascoltarlo. Dunque come parlare di fratellanza spirituale se i più pensano di essere soltanto corpo e mente? Se ritengono che anima e spirito siano proiezioni della mente? Se non si riconoscono esseri in cerca di Assoluto e di Amore? Eppure, nonostante questa cultura materialistica ci spinga alla richiesta di una falsa felicità, credo che sia possibile. Ma quanto è difficile !!! È una continua lotta col nostro egoismo e con la paura di confrontarci col vuoto di senso che la difficile mediazione con l’altro comporta.
Ma in fondo è proprio l’altro che ci fa da specchio, ne riconosciamo più facilmente i limiti (i nostri siamo bravi a nasconderli) e, se la presunzione e la superbia non ci bloccano possiamo comprendere quanto siamo simili, quanto un uguale destino ci accomuni. Certo ci vuole tanta umiltà e un cambio di prospettiva… bisogna cercare risposte dentro di sé e non fuori. Diventa allora necessario riscoprire il valore del presente per viverlo piuttosto che proiettarsi nel passato o nel futuro, riscoprire il valore della responsabilità personale e della consapevolezza come punti di forza, che ci aiutino a combattere il nostro egoismo per non esserne preda. Noi non siamo il centro dell’universo!
In tutto questo abbiamo bisogno di aiuto di un aiuto continuo e Superiore per riuscire ad essere veramente noi stessi ed a riconoscere l’altro come fratello con cui convivere in armonia: la preghiera ci mette e ci può rimettere ogni volta in connessione con Lui. Se la fratellanza è una condizione dell’essere umano, è la spiritualità che ci permette di essere in relazione con l’Assoluto, il Principio da cui proveniamo e verso cui tendiamo. “Ama il prossimo tuo come te stesso” e ancora “Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”… il Vangelo ci parla di comunione e di amore. Per la maggior parte delle religioni come per le filosofie orientali, la fratellanza spirituale è un presupposto ineludibile per una crescita personale, per vivere in armonia insieme agli altri, per essere costruttori di pace.
Non prescindere dalla pratica è la scommessa: mettersi in connessione con l’infinito dentro di noi “meditare nella sua forma più essenziale… cioè… fermarsi, ascoltare, abitare il presente… non fuggire da sé, ma rientrare in sé”. Non è per niente facile per nessuno, sicuramente non per me, perseguire questi obiettivi e, se guardo indietro oggi meno che mai… eppure nella Scuola di Yoga Satyasvara l’ho trovata la fratellanza spirituale. L’ho riconosciuta tra le persone nel piccolo gruppo che frequento e anche in quelle che vedo molto raramente. L’ho sentita nelle parole del Maestro, nelle letture che ci propone ogni volta e durante le meditazioni… qui mi sembra possibile… GRAZIE!!
Luigia