Accettazione (II)

Dimmi Poeta… cosa non ti basta di questo momento irripetibile?

Cosa nel buio delle tue distrazioni ti fa stringere i denti?

Cosa nel silenzio delle tue certezze ti urla nello stomaco?

Per giustificare le lacrime della tua coscienza banalizzi tutto…

Per affrontare ogni angolo esasperi l’ironia…

Senti Poeta, come le tue illusioni rifiutate, spariscono dalla tua insufficiente giustizia…

Guarda come rovisti nel fango ipotesi di impossibilità…

Il cinismo ti aspetta con il suo volgare ghigno…

A tratti respiri trascinando la tua indifferenza… suoni di interessi troppo, troppo lontani…

Colori e forme dentro valige di ricordi senza meta….

Profumi coricati in culle ormai smesse… e la tua età che non sa rispondere…

La vita che muore… la morte che vive… passatempi tra i denti, di semi di zucca, nell’ultima fila…

Semplicemente brancoli nella tua sterile disperazione… ed è tutto ciò che conosci…

IMPERFEZIONE… IMPERFEZIONE… IMPERFEZIONE… COME ACCETTARE L’IMPERFEZIONE…

Dimmi poeta… da dove ti arriva l’idea della perfezione che insegui da innumerevoli vite…

Leggi nei tuoi recessi e seguimi fino all’antico serpente, esso ti iniettò il pensiero… l’idea…

Ingannate, le essenze mangiarono la dualità… l’albero del bene e del male…

La mente appena nata desiderò la perfezione… lo specchietto… la vanità ne fu succube…

Il frutto proibito partorì un gemello, il quale, si rifugiò dietro il fulgido pensiero, nei remoti cunicoli della notte… dimora inconscia dell’altra luna… nei tuoi innumerevoli sogni ti assilla con la tua imperfezione…

Bugiardo lo strisciante… sua figlia mente… suo figlio incosciente….

Bugiarde le vite spese alla ricerca di una irreale perfezione che non può colmare nessuna irreale imperfezione…. la non accettazione della verità….

Dimmi Anima mia, tu che eri prima, che sei e che sarai…dimmi che senso crudele ha tutto questo?

Caro poeta tutto quello che pensi l’hai creato tu… il senso a cui tanto aneli è solo una speculazione della tua ragione, non esiste all’infuori di essa, ed il tutto non puoi ridurlo ai tuoi orizzonti effimeri…

Senza la tua percezione di crudeltà non avresti potuto essere compassione e misericordia… non avresti potuto essere amore… e crescere nell’Amore ci avvicina alla dimensione Divina…

Senza la disperazione non avresti potuto essere speranza e abbandono…

Senza solitudine, non avresti potuto essere soccorso ed empatia…

Senza le differenze non avresti potuto essere stupore né bellezza…

Senza ingiustizia non avresti potuto essere verità e cammino…

Senza questa dimensione non avresti potuto essere mite e umile di cuore…

E il tuo passaggio su questa terra sarebbe stato inutile….

Il tuo passaggio si… solo un breve passaggio… lo sai… hai sempre saputo della tua eternità…

ORA ti riporto alla tua natura eterna… lasciati andare… fidati… affidati…

Ti chiudo gli occhi, Poeta mio… ti soffio sul cuore… ti sfioro un sorriso… ti apro le mani…adesso… qui… sei attento Poeta…

Ti abbraccio fino all’essenza… torni all’albero della vita… adesso sai… adesso Sei…

Adesso non serve accettare… semplicemente accogli… accogli il fluire… accogli il sentire ed è pace… infinita gratitudine, stelo di felicità diffusa…

E noi, come bambini sorpresi nei giochi, ne rideremo insieme per sempre…

Loredana Volponi

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