Fratellanza (I)

“Alcuni anni fa di colpo mi sono accorta che volevo capire, che avevo il bisogno di cambiare, cercavo qualcuno con cui parlare e non so come sono finita in una “palestra” dove ho trovato un uomo……… e qui sto trovando………”

Definizione di FRATELLANZA: Legame naturale; vincolo affettivo tra fratelli: rapporto, sentimento di fratellanza; sentimento di affetto e solidarietà che lega più persone tra loro come fratelli; comunanza di ideali e di intenti: la fratellanza tra i popoli.

Mi è stato chiesto di scrivere cosa suscita in me la parola FRATELLANZA e seppure ritenga di essere la persona meno adatta, trovo stimolo proprio da questo mio dubbio per provare a farlo.

Le notizie che giungono a noi sono terrificanti, il sangue scorre spesso, ovunque, per futili motivi oltre che per differenze sociali, politiche, etniche e razziali. Ho idea, tuttavia, che partendo dall’esterno per dare significato alla fratellanza non si possa giungere a nulla di buono. È un concetto interiore che provoca tanti stati di coscienza, che vanno dal “beh prima devo pensare a me” allo “non mi sono comportata bene”. Quando decidi, perché lo devi volere e sentire, incomincia il tuo vero lavoro interiore e comportamentale.

Ho iniziato a fare piccoli esperimenti su me stessa cercando di farli diventare parte di me, per esempio, quando guido cerco di far passare gli altri, di ringraziare sempre quando qualcuno lo fa con me, di non arrabbiarmi se qualcuno va piano davanti, di accorgermi come invece gli altri lo fanno ed è triste perché invece spesso ricevo un sorriso, un grazie. Un rimprovero, un giudizio, un arrabbiatura, verso gli altri e te stesso, dovrebbero far capire che hai di fronte non solo un essere umano, ma un fratello. Ma…. e il quotidiano!!!!!!!  Intendo al lavoro, in casa, con i tuoi amici, con il tuo partner con le persone che come te fanno un cammino…. qui è veramente difficile.

Ai tempi di mio padre (non così lontani poi) una stretta di mano significava IO CI SONO…, OK SIAMO D’ACCORDO…, È UN PIACERE…, semplicemente rispetto per l’altro e per se stessi, come in chiesa quando il prete dice “scambiamoci un segno di pace”. PACE!!!!

Ma, personalmente ancora oggi e ora più di prima, mi accorgo di quante giustificazioni mi do per rimanere nei miei comportamenti egoistici che non hanno niente a che fare con la parola fratellanza.

Al lavoro la fratellanza può partire dallo squillo di un telefono, dove dietro c’è un call center al quale non sei interessato, ti fa perdere tempo, è fastidioso e vorresti chiudere, urlare e lo tratti in malo modo.  A casa, preferisci ascoltare la TV piuttosto che le persone vicino, hai fretta e non senti che qualcuno ha bisogno di te. Con gli amici sei interessato più a raccontare di te invece di ascoltare, di provare gelosie, piutosto che chiedere: hai bisogno?? ti serve qualcosa??? Con il tuo partner sei schiva, se non fa quello che vuoi, disapprovi i suoi comportamenti, non lo ascolti, fai i tuoi progetti senza dirglielo. E poi…. con quelle persone che fanno un cammino insieme a te, dove ogni comportamento dovrebbe essere un tuo riferimento di crescita.

La fratellanza non inizia da fuori, ma da come nel tuo mondo inizi a cambiare, a rispettare, a dare, a essere tollerante ad amarti, perché il lavoro inizia in te e attraverso te. È una condizione di progresso nell’anima. La fratellanza è possibile, ma dobbiamo educarci a viverla! Insegniamola ai bambini con gli strumenti adatti a loro e ri-impariamola anche noi. La fratellanza è unione, non divario e spero di trovare la forza di continuare il mio viaggio in essa. Ringrazio chi mi ha dato la possibilità di scrivere queste parole, perché mi dimostra che sono sua sorella e perchè mi dà i mezzi e l’opportunità per aprire il mio cuore.

Giovanna

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