Gelosia ed evoluzione spirituale (III)

“Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri”. (Roland Barthes “Frammenti di un discorso amoroso”)

Calma interiore e controllo dell’ira

Pensavo che il solo fatto di avere ragione mi autorizzasse ad alzare la voce, ad imporre la mia giustizia. Tutto quello che era fuori dalla mia logica mi tirava fuori rabbia, paura, bisogno di difendermi, il vizio dell’ira si impadroniva di me, mi devastava. Le persone a me vicine mi temevano, e si allontanavano. Nonostante mi rendessi conto di fare del male, e mi riproponessi di cambiare le mie reazioni, non riuscivo a controllarmi, qualcosa dentro di me mi sovrastava, lasciandomi, dopo ogni sfuriata, sconfitta e prostrata.

Ego….

Tutto ciò che percepisco è il frutto di una proiezione del mio ego sul mondo esterno, vivendo di conseguenza sempre le stesse emozioni (delusione, insicurezza, spensieratezza, allegria, rabbia ecc.), e che sfociano inevitabilmente sempre nella stessa sofferenza. Anche la mia felicità è condizionata da questo, alla fine si tramuta sempre in sofferenza. Tutto questo è il condizionamento fondamentale che non mi è più possibile portare avanti. Mi priva della vera gioia e del vero amore, che è ciò che mi appartiene veramente. Con questo non voglio annullare il mio dolore, bensì il contrario, sentirlo e trasformarlo, capire da dove arriva, entrare dentro di me e fidarmi della guarigione attraverso l’auto-osservazione, senza scuse o compensazioni esterne, accompagnato dal sentimento profondo che da questa fiducia fiorirà la vera pace di Dio e l’amore incondizionato. Questa è la fine della sofferenza, a partire dal rapporto con gli altri, perché il condizionamento più grande è proprio quello.

Gelosia ed evoluzione spirituale (II)

La gelosia arriva quando ho paura di perdere una persona. Arriva quando ho paura che posso essere considerata come tutti gli altri. Quando ho paura che la persona che amo possa condividere le stesse emozioni, gli stessi vissuti, gli stessi sentimenti che condivide con me, anche con gli altri E SOPRATTUTTO CON LE ALTRE. La gelosia nasce quando desidero essere speciale e unica per qualcuno…. Quando vorrei sentirmi l’unica capace di trasmettere certe sensazioni. Il malessere arriva al solo pensiero che qualcun altro possa dare alla persona a cui tengo le stesse cose che le do io, ma in un modo molto più bello e appagante.

Gelosia ed evoluzione spirituale (I)

La parola “geloso” viene dal latino zalosus che corrisponde al greco zelotos il cui significato è rintracciabile in emulo o rivale. La radice proviene dal greco zelos: zelo, emulazione, invidia o gelosia (1). Per i latini e i greci, tra invidia e gelosia non c’era alcuna differenza. Esse infatti sono due facce di una stessa identica medaglia o, meglio, due espressioni diverse di una stessa dinamica interiore.

Legge del Karma

Il funzionamento perpetuo della Legge della Causa e dell’Effetto assicura l’equità e l’equilibrio dell’intero Universo. Solo il nostro modo limitato e parziale di giudicare, in sostanza non corretto, ci induce a credere che esista l’ingiustizia, la falsità, principalmente a causa della nostra visione del tempo, che consideriamo in maniera frammentaria e non come un continuum.

Elementi di astrologia Karmica

Per caratterizzare al meglio i segni zodiacali, gli antichi astrologi hanno associato, usando un appropriato criterio, ognuno dei 4 elementi fondamentali, (Terra, Acqua, Fuoco, Aria)  ad un gruppo di tre segni zodiacali. Nella loro visione, questi segni riflettono le caratteristiche di ogni elemento nell’individualità umana.