Dico o non dico!!!

Dico… non dico!!! Sì, sì, sì, dico, lo dico!! Ma quando lo dico?! Come lo dico?!

Col “detto?”… oh, no, è troppo esplicito… troppo diretto, troppo di petto!

Col “non detto?”… e se non mi capisce… e quale sarà l’effetto?

Ma dai, allora dico: “è ovvio!”… ma per chi?  oh, solo per me!

E già… se siamo in tre c’è un ovvio per me, uno per te, un altro per te!

Se siamo in quattro… uno per me, uno per te, un altro per il terzo, e un altro per il quarto!

Cambio strada… piglio “l’ottuso”… una volta sinonimo di tardivo e confuso!

Oggi è quello più emotivo, l’inafferrabile!

Mi ci aggrappo, voglio volare, voglio scappare… ma il saggio manda un messaggio: “Vocca chius n c’entr mosch!!!”.

Beh, che faccio… rimetto il catenaccio!?!

Basta, arrivo a un compromesso con me stesso…  parla quando sei calmo, ridendo, non criticando!!!

Parla e rispetta le idee degli altri!!!

Parla e ricorda che per una persona il suo nome è il suono più importante e più dolce, in qualsivoglia lingua… etc… etc…

É troppo complesso… per avere l’effetto desiderato!!!

Meglio il messaggio di quell’altro saggio: “L’ov a Pasque, le parol quand casch!!!”.

Margherita