PRESENZA… parola semplice! Ma cosa significa veramente? È stare qui nel momento che sto vivendo, è la capacità di essere con la mente dove sono con il corpo. La presenza è una pratica di risveglio, una via di ritorno in me quando mi accorgo che sto pensando troppo. Questa consapevolezza mi dà la possibilità di vivere pienamente ciò che sta accadendo in questo momento. Sembra una cosa molto semplice da eseguire, tuttavia non sempre mi riesce. Nelle mie giornate mi ritrovo spesso con la mente altrove: penso a ciò che è già successo, programmo quello che devo fare o mi lascio catturare da preoccupazioni varie. Il corpo è qui, impegnato in qualcosa mentre la mente è da un’altra parte, così mi ritrovo confusa e persa, senza rendermi conto di cosa sto facendo, senza vivere il momento.
Le lezioni di Yoga che seguo nella scuola mi aiutano molto nella pratica della presenza, perchè le posture, la meditazione, ma soprattutto le sollecitazioni del Maestro, mi ricordano ogni volta di tornare ad ascoltare il respiro e le sensazioni del corpo dentro di me quando la mente si allontana. Questa pratica vorrei coltivarla con cura per non perderla mai, perchè è uno strumento prezioso che posso portare anche nella vita quotidiana, dove le occasioni per esercitarla sono molteplici:
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Essere veramente presente mentre una persona mi parla, senza pensare in anticipo a cosa rispondere, mi farebbe prestare più attenzione alle sue parole e capire meglio ciò che mi sta comunicando.
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Camminare concentrandomi sui passi, sui rumori che mi circondano e sulla strada che percorro, mi permetterebbe di vivere consapevolmente il tragitto, senza arrivare a destinazione in modo automatico come se fossi “in trance”.
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In ambienti carichi di tensione, potrei rimanere calma portando l’attenzione sul respiro, in modo da non lasciarmi sopraffare dall’ansia; così anche le situazioni più difficili diventerebbero un’occasione per allenare la mente a rimanere centrata e consapevole.
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Persino le semplici attività in casa sono occasioni per fermarmi, prestare attenzione a ciò che faccio e mantenere la presenza.
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Mangiare senza guardare la televisione, ma controllando la masticazione e gustando lentamente il cibo, può diventare una piccola meditazione nella vita quotidiana.
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Bere una bevanda calda osservando il suo colore e assaporandone pienamente il gusto, mi permetterebbe di vivere il momento, anzichè essere bruscamente richiamata alla presenza dal calore in bocca.
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Quando mi occupo delle faccende domestiche, potrei guardare il movimento delle mani, percepire i profumi dei saponi, e sentire la postura del corpo, così da rimanere ancorata al momento presente anche durante un’attività semplice e abituale.
Mi rendo conto, quindi, che quando la mente si allontana dal “qui e ora”, tutto della vita quotidiana può diventare un’occasione per ritornare a me e ricentrarmi. Forse non riuscirò ad avere sempre la mente calma e attenta, le distrazioni e i pensieri nella testa torneranno comunque; l’importante è accorgermene e allenarmi a tornare, con gentilezza, al momento presente. In questo caso, il respiro è un alleato importante, può fare da ponte tra il corpo e la mente. Con questo gesto, così naturale, posso ritrovare il mio centro e un pò di pace dentro di me. Mantenere la presenza richiede molta pratica. Non è qualcosa che si conquista una volta per tutte; anzi, è un continuo ritornare al respiro, al corpo, a ciò che sto facendo, per darmi la possibilità di esserci davvero e allenare sempre di più la mia consapevolezza. Con il tempo questo allenamento diventa una risorsa preziosa per il benessere dell’intero organismo: la mente si calma, i pensieri perdono la loro forza, le tensioni del corpo si sciolgono e l’ansia si attenua. Ma soprattutto, la coscienza si espande. La presenza è una delle pratiche più semplici ma profonde e difficili che lo Yoga insegna.
Loredana