Alessia

Ho appena iniziato il mio secondo anno nella Scuola di Yoga Satyasvara e mi sono ritrovata a guardare indietro, a chiedermi cosa sia successo in questi mesi, da quando per la prima volta ho varcato la soglia di questo mondo. È difficile raccontarlo, perché non è stato semplicemente un anno di lezioni, ritiri ed escursioni. È stato un anno in cui ho incontrato persone, esperienze e parti di me che non conoscevo ancora, o meglio, che non avevo ancora imparato ad ascoltare. Ho conosciuto la Scuola tramite Adriana. Ho incontrato Adriana online durante il primo lavoro di gruppo della triennale di psicologia e, da lì, abbiamo iniziato a parlare. Ho sentito subito che in lei c’era qualcosa di diverso. Quando abbiamo consacrato i primi pasti insieme, mi sono accorta che non la guardavo con giudizio, come spesso facciamo quando incontriamo qualcosa che non conosciamo, mi veniva invece da osservarla con curiosità. Volevo capire.

In Adriana ho trovato una prospettiva nuova. Un modo di essere particolare, difficile da spiegare, ma che contemporaneamente mi scaldava, mi accoglieva e mi faceva sentire al sicuro. Da lei arrivava un’energia pulita, assertiva, decisa e allo stesso tempo dolce. Un’energia che, semplicemente standole accanto, mi spingeva a voler essere una versione migliore di me, ma anche a volermi appoggiare a lei. Così, quando mi parlava della Scuola, l’ascoltavo sempre volentieri. Dopo circa un anno, ho sentito che ero pronta. Ho iniziato con le lezioni di Yoga e, poco dopo, è arrivato il primo ritiro. Al primo ritiro ho capito di avere tra le mani qualcosa di veramente grande, unico e prezioso, e ho sentito che un’occasione così forse non sarebbe tornata. Andava colta. Ho sperimentato stati interiori che non avevo mai conosciuto nella mia vita. Piccolissimi momenti di pace, di tenerezza, di quiete. Duravano pochissimo, ma erano sufficienti.

Quando per la prima volta senti qualcosa che non avevi mai sentito, non puoi più convincerti che non esista. Ho cominciato a sentire invece che pensare, e sentendo, ho iniziato anche a lasciare andare. Ho avuto la sensazione concreta di poter toccare dei nodi mai risolti in anni di psicanalisi. Ho cominciato ad attraversarli e ad allentarne la presa, ho ritrovato la speranza di poterli finalmente sciogliere. Sono stata il mio più grande nemico, tormentata in continuazione da pensieri di tutti i tipi abbinati ad emozioni travolgenti. Tutto bianco o nero. La Scuola mi sta dando ordine, autodisciplina, stabilità, la capacità di sentire e poi lasciar andare. Per quanto la mente possa costruire sensazioni e scenari terrificanti, crearti pensieri distruttivi e dannosi non può farti nulla se impari ad attraversarla. Andando oltre puoi trovare cosa c’è dopo e così capisci che era tutto falso, non lo impari a livello razionale, lo impari a livello profondo, di coscienza, ma anche a livello corporeo. Sento che sprofondare dentro di me con tutto questo sostegno è l’unico modo per evolvere, per diventare davvero adulta.

Ho smesso di ascoltare quella parte di me che giudicava alcune dinamiche della Scuola come strane, esagerate o incomprensibili. Più entravo dentro questa esperienza, più mi accorgevo che quelle cose avevano un senso. Non necessariamente un senso che riuscivo a comprendere subito, ma non importava, dovevo solo buttarmi e fidarmi perché poi i frutti li raccoglievo sempre. Sto imparando che il significato arriva piano piano, senza il bisogno di avere subito tutte le risposte. Per una persona come me, abituata a cercare, analizzare, capire e controllare, anche questo è un cambiamento profondo. Sto comprendendo che vivere fino in fondo significa esserci. Perché se non ci sei non stai vivendo. È difficile raccontare tutto questo. Quando cerco di descriverlo con le parole mi accorgo che sto già riducendo l’esperienza. Finché rimaniamo sul piano razionale restiamo in una dimensione inevitabilmente più piccola di ciò che abbiamo vissuto. Concludo con un augurio per me e per tutte le persone alla ricerca di qualcosa: spero che possiate trovare un percorso come questo e spero che troviamo tutti insieme la forza e il coraggio di perseverare e andare fino in fondo.

Alessia