Scrivo questo articolo in un momento per me complesso, anche dal punto di vista della relazione con Dio. Questo termine, “Dio”, mi fa paura anche per la spaventosa immensità che racchiude. Non so come sono finita qui e dove sono… non so che ne sarà di me tra un istante. So che nel mio cuore c’è qualcosa che rimane sempre, e che di momento in momento, di situazione in situazione, di anno in anno scava in me sempre più in profondità.
Quando avevo diciotto anni andai in India da sola per due settimane, fu particolare il modo in cui si materializzò quel viaggio, con una serie di impedimenti durante i preparativi che sembravano insormontabili, sembrava essere una partenza impossibile… invece, miracolosamente tutto si risolse appena in tempo per riuscire a partire. In quelle due settimane rimasi in un villaggio di Hare Krishna vicino a Bombay, un luogo protetto. Durante i primi giorni stetti molto male fisicamente per via delle classiche dissenterie, ero sola e parlavo pochissimo l’inglese, molti abitanti del villaggio non parlavano nemmeno quello. Col passare dei giorni entrai in uno stato di sofferenza interiore grandissima e ingiustificata, ogni persona che vedevo e incontravo mi sembrava pazza e insopportabile, tutto stava perdendo di senso e provavo una rabbia strana, il dolore mi penetrava dentro come fosse un animale vivo… stavo vivendo uno shock culturale e spirituale.
Avevo tanto tempo libero, non avevo nulla da fare, partecipavo a qualche rituale, a momenti di preghiera e di canto, ma soprattutto passavo molto tempo con le mucche e i vitelli, e poi leggevo. Leggevo un libro autobiografico che parlava di un ragazzo la cui età corrispondeva circa alla mia di allora, e che aveva iniziato un viaggio via terra, senza denaro, che dall’Europa lo avrebbe portato in India. Questo viaggio, che il ragazzo aveva iniziato in modo superficiale e inconsapevole, si era trasformato ben presto in un viaggio alla ricerca di Dio, che gradualmente lo aveva portato a spogliarsi di tutto e ad andare sempre più in profondità dentro se stesso. Con purezza di cuore, con tutti i suoi limiti umani, sacrificava e rischiava tanto per andare avanti nella sua ricerca, fino a sentire in modo molto grande e sempre meno equivocabile che il suo desiderio era solo Dio.
Mentre leggevo quei racconti realizzai che anche io volevo quello che cercava lui, volevo andare così a fondo a costo di sacrifici, era tutto quello che volevo, ma non avevo mai realizzato che si potesse fare, non lo sapevo. Mi si aprì una porta nell’anima che mi fece respirare come dopo un’eternità. Una notte l’ego collassò, con ogni pensiero e convinzione, con tutte le interpretazioni della vita che avevo assimilato, e la mia anima fu travolta da qualcosa di immenso e insostenibile, mi spaventai perché non sapevo cosa stesse succedendo… non c’ero più, i confini di ogni cosa erano spariti e mi sentivo in mezzo a dei turbinii di energia, ma un amore immenso poi mi avvolse, e lampi di luce illuminavano la stanza buia.
Il giorno dopo camminavo per i sentieri del villaggio, ero molto magra e fragile, una ragazzina, sentivo che non sapevo più niente, ma mi sentivo tanto leggera e felice, il mio cuore sembrava espandersi dappertutto in una commozione impareggiabile… vedevo muovere le mucche e i vitelli come ballerini in una danza cosmica e celestiale, erano di una bellezza incontenibile, e anche la signora che puliva le stalle, era troppo per la mia mente e il mio cuore. Ogni cosa emanava una luce sottile e dorata che folgorava, e potevo dire in cuor mio che mi sentivo pazza di gioia. Ripensai all’Italia, a tutti gli oggetti che avevo, alla persona che ero e mi sentii soffocare, l’anima chiedeva pietà, di non tradirla di nuovo. Non volevo tradire questo vissuto, perché era la dolcezza e il tesoro infinito di Dio, racchiuso nell’anima… e non potevo tradirlo perché in cuor mio sapevo che avrei perso il senso più grande della vita… mi era molto chiaro.
Per grazia questo sentimento, questo desiderio, non mi è mai svanito, sono passati più di nove anni. La vita è cambiata infinite volte, ma questo stato è rimasto sempre immutato. Mi ha scavato dentro, di situazione in situazione, fino ad andare molto in profondità ed è diventato una bussola in tutto. Per non perderlo, tante volte mi perdo io, ma credo che sia il modo di Dio per condurmi dove vuole Lui… non importa cosa faccio e cosa non faccio, desidero tanto non tradire questo sentimento. Devo dire che mantenere questa attitudine non è facile, anche se ormai è una cosa che vivo spontaneamente, perché c’è bisogno di una volontà molto grande e costantemente nutrita dal desiderio, una scelta continua in ogni cosa, in ogni piccolo gesto… non c’è davvero nulla di trascurabile.
Riflettevo su questo… al di là di un’esperienza particolare vissuta in una terra lontana, la vera prova credo sia infatti affrontare la vita quotidiana, la routine, gli impegni, le relazioni di tutti i giorni, dove non è sempre evidente la presenza folgorante di una qualche realtà magica e spirituale, ma piuttosto si entra facilmente in contatto con aspetti molto terreni e con le nostre parti più basse e limitate, ed a volte, presi dalle tante cose, è come se tutto si spegnesse. In realtà ho sperimentato in questi anni che la vita quotidiana è stata per me spiritualmente una grande alleata, un grande e vasto banco di prova e di crescita, che nella ripetizione mi ha permesso di maturare tanto. Le prove sono tanto difficili, ci vuole tanta fede, pazienza, perseveranza… è difficile rimanere fedeli a ciò che a volte non si vede, però lì la fede e il sacrificio acquisiscono un valore molto più grande, al quale Dio non può resistere. Se vivi per la magia, la magia non ti può resistere, forse fa aspettare, ma poi si sprigiona in tutta la sua incredibile grandezza, riempendo presente, passato e futuro… senti che non sei mai abbandonato.
C’è un tipo di attitudine che mi porto dietro in ogni situazione in cui ho difficoltà… mi dico: “Non so se riuscirò bene, ma questo sforzo lo offro col cuore a Dio… ci provo” e chiedo al Signore di aiutarmi lì dove non riesco. Faccio del mio meglio perché il mio desiderio di non tradire è sincero e non voglio mollare. Nel mantenere questa attitudine, col passare del tempo, è come iniziare a dimorare in un’altra realtà che non ha le fattezze di una quotidianità monotona, ma che è al contrario molto grande ed espansa. La vita diventa un’esperienza magica, dove ogni situazione nella sua assurdità irripetibile è inesorabilmente quella giusta. C’è tanta sofferenza nella vita, ma non è fine a se stessa… sento infatti che lo sforzo di mantenere la giusta attitudine nelle difficoltà conduce con forza in questa realtà più grande e ci riconnette con il nostro cuore profondo, con la nostra anima, dove in realtà c’è una gioia tanto più grande rispetto a ciò che si può vivere a un livello più superficiale. Credo infatti che quando dimoriamo nella profondità del nostro cuore, stiamo dimorando in quella realtà più grande, perché le appartiene.
Credo inoltre, che mentre si attraversa la realtà “normale” percepita dalla nostra mente più superficiale, si stiano in realtà facendo molti passi anche nell’altra, anche se non ne siamo consapevoli. È tutto un gioco misterioso che difficilmente comprendo e nel quale cerco di stare in equilibrio, passo dopo passo, con attenzione, con comprensione e rispetto, per quanto mi è possibile, verso tutti. Non per un fattore morale, perché la morale in questo senso non ha più molto significato, ma per un fattore di consapevolezza e di sentire, per cui so che per tutti può essere davvero difficile confrontarsi con certi aspetti della vita. Mi piace osservare i piccoli gesti “di libertà” che a volte si compiono durante la quotidianità, intendo dire quei gesti che non nascono da un’azione meccanica, ma che sorgono da dei lampi di consapevolezza che poi riempiono l’azione di un senso più profondo, nel quale risuona l’eco di un mondo la cui logica non è quella dell’ego che ci addormenta.
All’inizio di questo articolo ho scritto che sto attraversando un momento complesso, anche nel rapporto con Dio. Effettivamente è così, e probabilmente anche questo articolo ne subirà l’influenza. La vita è costellata di prove, dalle mille sfumature e intensità, sempre diverse e inaspettate. Posso però dire, per esperienza di questi anni, che dietro ogni prova, se affrontata con una buona attitudine, dentro ogni situazione difficile che ho attraversato era nascosta una grazia molto più grande, e più la situazione era difficile più la grazia che racchiudeva era grande. È un periodo di grandi dubbi e prove, non ne so del tutto il motivo, ma sicuramente ci sarà. Mi viene da sorridere perché per me è quasi sempre un periodo di prove, per come vivo le situazioni, ma adesso ritengo che per alcuni aspetti lo sia in modo particolare. Sento infatti che qualcosa di molto profondo sta cambiando, non so bene in che forma, lo scoprirò con il tempo.
In questo lungo percorso ho avuto la grazia di incontrare il mio Maestro, il quale sa l’amore e la gratitudine che nutro per lui… per tanti motivi. Un aspetto di cui è difficile intuire l’importanza e la grandezza è la presenza di una persona consapevole che ti riconduce a un certo livello di coscienza… è come se fosse quella realtà nascosta che si fa materia e ti parla, la sua semplice presenza mi ricorda cosa sto facendo. Ringrazio il Signore per questo incontro per me così importante e decisivo. Il desiderio che ho nel cuore di non tradire va tanto verso di lui quanto verso tutti coloro che si impegnano sinceramente in questa via.
Infine, volevo aggiungere che mi sembra bello vedere da dove è partito tutto questo, le origini di questo sentimento e i luoghi inaspettati dove mi ha condotta e dove continua a condurmi. Come mi piaceva dire diversi anni fa “anche se dovesse finire tutto adesso, è già stata (abbondantemente)… una grandissima esperienza”. Grazie Signore per tutto, grazie Maestro e grazie ai compagni di viaggio con cui condivido tanto… vi amo!
Adriana