Sono stata sempre affascinata dalla cultura orientale, dal modo in cui insegnano a prendersi cura del corpo e della mente. Spesso leggevo di come meditassero i monaci tibetani, o altri. Mi piaceva saperne sempre di più su questa pratica così semplice e allo stesso tempo potente. Avevo grande desiderio di trovare qualcuno che potesse insegnarmi la meditazione con tutte le pratiche dello Yoga.
Venni a sapere che alcune palestre tenevano corsi di Yoga. Ognuno li chiamava diversamente:“yoga dinamico, power yoga, yoga flow…” cosi iniziai a provare, ma ogni volta uscivo dalla sala delusa. Mi chiedevo come potessero chiamare “Yoga” qualcosa che per me era solo stretching o pilates. Rassegnata, mi convinsi che non esistevano veri corsi di Yoga. Un giorno mia figlia mi disse che la sua amica Ana teneva un corso di Yoga a Campofilone. A lei aveva dato la possibilità di seguirla online da Milano ed aveva già partecipato ad alcune lezioni. “Wow!” le dissi subito con entusiasmo! Incuriosita le chiesi più informazioni: come fossero le lezioni, cosa facesse e come si sentisse. Alle sue risposte, tutte positive, le dissi che sarebbe piaciuto molto anche a me, ma Campofilone era distante. Invece mi disse che la sede si trovava a San Benedetto e mi avrebbe messa in contatto con Ana.
Ricordo ancora molto bene quella sera di Giugno quando iniziai la mia prima lezione di Yoga nella “Scuola Satyasvara”. Ana mi aveva già dato tutti i consigli necessari, abbigliamento compreso. Tolte le scarpe, mentre salivo la scalinata di legno, mi avvolgeva un forte ma gradevole profumo d’incenso; arrivata in cima avevo la sensazione di essere entrata in un altro mondo: i quadri alle pareti, l’arredamento e la musica soave creavano un’atmosfera magica. Nella sala, per arrivare al tappetino, camminavo timidamente sulle punte dei piedi, come per non rompere quell’incantesimo. Nel frattempo mi accoglieva con un gentile saluto il Maestro. Durante la lezione mi spiegava con calma e con parole chiare le posture, ma soprattutto mi rassicurava dicendomi di fare quello che potevo e ascoltare il mio corpo senza forzare. Man mano che ci guidava negli asana spiegandoci i benefici e quale chakra venisse attivato, dentro di me sentivo una grande gioia, e più lui parlava, più mi ripetevo in testa: “Questa è una vera Scuola di Yoga, finalmente l’ho trovata!”.
Per eseguire bene le posture guardavo i compagni di corso più esperti, rimanevo incantata nel vedere come si posizionavano perfettamente; per non parlare poi di quando vidi eseguire Shirshasana… rimasi basita! Tanto che alle lezioni successive mi mettevo in fondo alla sala per lasciare lo spazio agli altri. Non mi ritenevo all’altezza di quella scuola così professionale, seria, autentica. Pensavo fosse troppo per me!! Allo stesso tempo sentivo il desiderio di continuare, ero sempre più affascinata perchè oltre alla professionalità trovavo accoglienza, umanità, serietà e tanta disponibilità da parte del Maestro a rispondere a tutti i miei dubbi e curiosità. Ero catturata dalla sua preparazione e dagli insegnamenti di vita che dava durante la lezione. Così comprai il primo libro della Scuola. Ogni volta che finivo di leggerlo ricominciavo da capo, volevo sapere tutto sui sette chakra di cui ci parlava: a quale senso del corpo corrispondessero, a quale elemento della natura e quale fosse il colore di ognuno. Le lezioni mi affascinavano molto! All’inizio frequentavo tre volte a settimana; cercavo il più possibile di non mancare perchè temevo di perdermi argomenti interessanti. Andavo anche se non ero in perfetta forma perchè avevo imparato dal Maestro che sia le posture, sia l’energia nella stanza, mi avrebbero aiutata a sentirmi meglio. Pian piano ad ogni lezione imparavo cose nuove che arricchivano la mia crescita interiore ed aumentavano il mio benessere psicofisico.
Da quella prima sera di Giugno sono passati venti mesi. Non sono diventata una vera “yogi”; però mi ritrovo con una crescita interiore e benefici fisici: riesco ad ascoltare il mio corpo, ho imparato la pratica della presenza nel respiro, ho scoperto la salute del corpo con la cura dell’alimentazione e dell’igiene secondo gli insegnamenti della letteratura yogica tradizionale e tante altre saggezze di grande valore. Ho imparato anche come rimanere centrata nelle situazioni difficili o spiacevoli; non mi riesce sempre facilmente, ma sapere come fare mi dà sicurezza e coraggio in qualsiasi ambiente io mi trovi. Ad esempio, l’ambito lavorativo è un ambiente in cui posso allenare bene questa pratica. Io la chiamo “scudo invisibile”… ci si difende dalle frequenze basse senza lottare e se ne esce vincitori! Un altro insegnamento che ho ricevuto dalla scuola è stato “l’autodisciplina”… grande virtù che mi permette di fare ciò che più conta anche quando non ne ho voglia, mi permette di essere coerente, mi dona crescita personale e morale e in più mi protegge da decisioni sbagliate quando l’entusiasmo scende. Su consiglio del Maestro, i Tapas sono un buon aiuto per allenare l’autodisciplina; per il momento io sono ferma ai più semplici.
C’è anche un altro consiglio che aggiunge valore all’insegnamento… praticare la Preghiera del Cuore e l’Arte della Benedizione. Due formule da recitare interiormente che portano grandi doni allo Spirito. Preghiere che ho molto apprezzato sin dalla prima volta che le ho ascoltate. Quando non riesco a tenere a lungo una postura, o la mente è stanca dalla concentrazione sul chakra, per evitare di farla divagare e pensare ad altro, la inganno recitando la Preghiera del Cuore. Ovviamente ci sono tantissimi altri consigli e insegnamenti che ho ricevuto in questi venti mesi, e ne faccio tesoro. Hanno contribuito alla mia crescita anche piccoli eventi, come le cene e l’escursione che ho fatto: mi hanno lasciano bellissimi ricordi nella memoria del cuore, comprese le coccole della dolce gattina Tara, che nel frattempo è cresciuta durante il mio percorso.
Tuttavia… nonostante la grande soddisfazione e ammirazione che provo verso la Scuola, anch’io ho momenti di stanchezza, dubbi, sfiducia e svogliatezza. Spesso assisto alla lotta tra due voci… la voce dell’ego, che mi fa notare la stanchezza fisica, il mal di schiena, il traffico che mi farebbe arrivare tardi e tante altre scuse che inventa pur di farmi rinunciare; la voce del cuore che invece mi fa ricordare cosa provo quando sono a lezione, come mi sento e cosa mi dico mentre torno a casa: “Per fortuna non ho perso questa interessante lezione!” Cerco di far vincere la voce del cuore… portandomi a quei piacevoli ricordi mi aiuta a non rinunciare alla riequilibrante e benefica lezione.
Provo davvero gratitudine verso il Maestro Roberto, perchè il suo insegnamento mi accompagna anche fuori dal tappetino. E grande affetto e ammirazione per la Presidente Immacolata, esempio di vera yogi per tutti noi (mi manca quando non è lei ad aprirmi la porta!). Un grazie di cuore alla nostra Scuola Satyasvara.
Loredana