Eszter

Il mio percorso nella Scuola. Vi siete mai sentiti così lontani da un’immagine di voi stessi nel passato da pensare di aver vissuto tante altre vite nel corso di quest’esistenza? Oppure di guardarvi con gli occhi del passato e di pensare: “Ma questo sono io?”. O ancora di vedere la vostra immagine in un sogno e di non riconoscervi, solo per capire, al risveglio, che avete sognato una vostra forma di diversi anni fa con cui non vi identificate più?

Lo Spirito amorevole del Natale (VII)

La ricorrenza del Natale suscita di solito sentimenti quali l’amore, la bontà e la fratellanza. Ma a volte anche sentimenti contrari, come l’inadeguatezza, la nostalgia o in alcuni casi addirittura l’odio. Ogni periodo che crea una pausa dal mondo esteriore, come questo, ci spinge a guardarci meglio dentro. Il Natale è una ricorrenza che ha data il 25 dicembre in cui si celebra la nascita del Signore Gesù Cristo, a partire dal IV secolo.

SATYASVARA – Storia di un cammino (VIII)

Un anno di ricordi è passato da quando ho iniziato a scrivere di noi, del nostro viaggio nella scuola Satyasvara… Il cursore scorre tra le foto e passa all’anno 2016, in cui le immagini delle escursioni si susseguono… per prime, quelle di Colle san Marco: eravamo sulla neve, io vestita con jeans e cappotto della Quechua sgangherato (non avevo ancora imparato a vestirmi adeguatamente per la montagna), poi il Maestro, Paolo, Nicoletta, Gianmaria, Cinzia, Mattia, Paola, Anthony. Quasi tutte persone che man mano ci hanno salutato, proseguendo per la loro personale strada.

Stati di coscienza (II)

Il sogno è un esperienza interiore che avviene quando dormiamo, nello stato di sonno. Potremmo definire tre stati fondamentali della coscienza che sono lo stato di veglia, lo stato di sonno senza sogni, e lo stato di sonno con sogni. In realtà questi tre stati sono molto più interconnessi di quanto pensiamo. Per esempio la nostra attività nello stato di veglia influenza notevolmente gli altri due stati.

Immacolata (II)

Sono trascorsi quasi tre anni da quando ho iniziato a frequentare la Scuola, attratta dall’idea di dover rimanere ininterrottamente in assoluto silenzio per 5 giorni, durante un ritiro intensivo di meditazione. Mi sarei trovata in quella situazione per la prima volta, ma provare nuove esperienze e sfide mi è sempre piaciuto, così, da incosciente quale sono, mi sono buttata a capofitto. Certo non era da me rimanere in silenzio così a lungo e le mie amiche, conoscendomi, se la ridevano alla grande.

Lo Spirito amorevole del Natale (VI)

Il Natale è certamente un periodo magico, in cui adulti e bambini diventano sognanti più del solito, e tutte le persone sopratutto gli adulti vengono come ad essere pervasi da una magica aura di gioia e gentilezza verso il prossimo. Sin da piccola l’ho sempre avvertito come se fosse un film, nel quale si vedevano tutte le persone gioiose ed indaffarate nella preparazione di questa magica festività, cosa che poi si ripete sempre in ogni film natalizio.

Paolo

La relazione con gli altri è sempre stata per me la fonte maggiore d’interesse e l’ambito che sento più importante migliorare. Anche se le persone si presentano in maniera a volte molto diversa tra loro, in realtà non sono separate realmente, poiché fanno tutte parte dell’armonia divina universale in quanto manifestazioni specifiche di Dio.

SATYASVARA – Storia di un cammino (VII)

Ho sempre amato e ammirato gli animali. Quegli esseri con i quali poter rapportarmi senza bisogno di parole o dimostrazioni. Da piccola quando mi veniva chiesto “che cosa vuoi fare da grande?” io rispondevo prontamente “la veterinaria!”. Essendo figlia unica, gli animali sono stati per me, sin dalla più tenera età, meravigliosi e insostituibili fratelli e sorelle, compagni di giochi e di coccole, simboli di amore incondizionato e purezza. Sono cresciuta con loro imparando ad amarli e rispettarli… senza rendermi conto che in realtà, in qualche modo, non li stavo né rispettando né amando davvero.

SATYASVARA – Storia di un cammino (VI)

I mesi successivi al ritiro iniziammo a partecipare ad ogni escursione… dai laghi di Pilato al Gran Sasso… da Assisi al monte dell’Ascensione, scorrono nella mia mente le immagini di tutte queste esperienze. Quegl’incontri hanno iniziato a purificarci fisicamente e interiormente, ci hanno sgrossato e ci hanno uniti l’uno all’altro. Passo dopo passo, uscita dopo uscita, si stava cominciando a dare una forma, seppur ancora molto primitiva, a ciò che potevamo essere insieme, al bel gruppo che potevamo diventare.

SATYASVARA – Storia di un cammino (V)

Il giorno del ritiro giunse. Non avevo mai fatto un’esperienza del genere: cinque giorni di completo silenzio, senza telefono, perdendo la cognizione del tempo, vissuto pregando e meditando, ascoltando il Maestro leggere libri, guardando film e facendo yoga. Contatto fisico e visivo il più possibile assente, per avere la possibilità di entrare con maggior profondità in se stessi. Per cibo solo riso in bianco bollito e mele; da bere, tisane. Questo per disintossicare da una parte il proprio corpo, renderlo pulito e leggero; dall’altra per creare a livello mentale un distacco dal cibo, il quale è da sempre una delle maggiori compensazioni che usiamo ogni qualvolta abbiamo uno stato interiore non sereno e vogliamo fuggire dalle nostre sofferenze.